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Premio Chiara Mazzuccato 2006 PDF Stampa E-mail
Scritto da CPU   
Martedì 27 Aprile 2010 21:22

II Edizione del Premio Letterario “Chiara Mazzuccato” (2006)

Concorso Letterario a tema: “GIOCARE INSIEME”


Fascia “A” (fino a 13 anni)


1° CLASSIFICATO:

GIOCHI DI MAGGIO
di Caforio Gianmarco

I bambini a Maggio vanno a giocare
nel parco, sui prati, sulla riva del mare.
Un pezzo di legno devon trovare
una torre antica devon scalare.
Poi, aggrappati alla giostra felici,
spingon, urlano, chiaman gli amici.
"Mandami in alto sull'altalena,
toccherò il cielo con la schiena!"
"Ancora un giro, mamma, poi veniamo."
"Sì, ma veloci, è mezz'ora che vi chiamo!".


2° CLASSIFICATO:

IL GIOCO
di Colombo Marco

Giocare è la parola magica
che noi bambini fa sognare e rallegrare.
Anche se ci sono cose più importanti a cui pensare
quando smettiamo di studiare
andare a giocare ci fa ricaricare.
Giocare in compagnia ed allegria
stimola la fantasia.
Ridere, scherzare
e pensare di andare al mare,
dove trovare nuovi amici
per poter giocare felici.
Vuoi giocare a pallone
o studiarti un bel librone?
Di certo entrambe le cose si possono fare
ma la migliore, per noi bimbi,
rimane sempre giocare.


3° CLASSIFICATO:

GIOCARE
di Matilde Giudici & Chiara Aggio

In un piccolo villaggio sui monti, i bambini avevano dimenticato i giochi di sempre, quelli che si fanno in compagnia con gli amici... saltare con la corda oppure nascondino oppure campana oppure...
Tornavano da scuola, pranzavano guardando la televisione, poi si rinchiudevano tutto il pomeriggio nelle loro camere a giocare da soli... con il game boy o con la playstation o con la x-box o...
Non passavano mai del tempo insieme, perciò non si conoscevano nè sapevano voler bene veramente.
Venne la primavera portando con sè cieli limpidi, sole e tepore, dolci cinguettii di rondini e sbocciare di fiori... ma i bambini non se ne accorsero nemmeno!
Nei loro cuori c'era un inverno senza fine.
In una grotta non lontana dal villaggio, viveva un mago buono, di nome Borromeo, che da tempo osservava tutto questo e non approvava il modo di giocare di quei bambini.
Un giorno era andato a far loro visita a scuola, tentando di insegnare loro a giocare insieme... ma nessuno lo aveva degnato di attenzione.
Così, prima di andarsene, il mago aveva detto queste parole: "Se continuate a giocare con i videogiochi, prima o poi ve li farò scomparire."
Nessuno l'aveva ascoltato e tutto era continuato come prima.
Poi, un giorno qualunque, accadde qualcosa che lasciò tutti i bambini increduli e stupiti.
Tornarono come sempre da scuola e andarono nelle loro camere per giocare, ma... non c'era più traccia di playstation, game boy e... al loro posto trovarono dei biglietti su cui c'era scritto: "Buongiorno. Sono il mago Borromeo e ho mantenuto la promessa. Vi auguro buon divertimento."
I primi giorni furono lunghi, noiosi, anche rabbiosi...
Poi i bambini cominciarono a uscire all'aperto, a incontrarsi, a parlarsi, a rincorrersi... a giocare insieme. E scoprirono che era bello stare in compagnia.
Il mago vide che avevano capito la lezione e decise che era venuto il momento di far riapparire i videogiochi. I bambini ne furono felici, ma preferirono continuare a incontrarsi e a giocare insieme, nei pomeriggi lucenti di sole e in quelli argentei di pioggia.


MEZIONE SPECIALE:

GIOCARE INSIEME
di Camilla Sbriglio

Giocare insieme
è come piantare un seme.
Al palio si gettano molti semi
infatti ci sono quattro insiemi:
Bell, Lazzarett, San Cosa e Taron
che con il comitato
hanno ben festeggiato.
Ma Chiara Mazzuccato
che con molti ha suonato
troppo presto ci ha lasciato.
Non tratteniamoci sulle cose tristi
torniamo a quelle felici:
molti turisti verranno a guardarci
e giornalisti scriveranno bei giudizi
Giocare insieme
è come seminare un seme...
Giocare non è una pazzia,
non una malinconia
ma vera allegria.


Fascia “B” (da 14 anni in su)

VINCITORE UNICO:

di Viviana Villa

E’ un tiepido e soleggiato pomeriggio di maggio, io sono affacciata alla finestra della mia camera e contemplo  la natura che palpita, vibra, si inebria dei profumi che le offre la primavera…
Il vento gioca con le foglie accarezzandole,
le nuvole giocano con il cielo rincorrendosi,
il fiore gioca con l’erba sfiorandola,
io gioco coi colori della vita che si riflettono nel quadro della natura rinata e cerco di descrivere, immortalando con parole, il meraviglioso mistero del mondo che rinasce…
Mai  come ora sento che la vita e la natura giocano con me: solleticano le corde della mia anima, allettano e rinverdiscono le mie percezioni, mi ubriacano di colori e odori che ogni anno, al sopraggiungere di questa stagione, bussano alle porte dei sensi e tuttavia, ogni anno, si ripresentano nuovi, sconosciuti, fantastici: sono epifanie del divino che rinasce!.
E’ un gioco meraviglioso quello che l’uomo instaura con la natura, osservandola: si tratta di carpirne i segreti, anticiparne le mosse, coglierne l’essenza.
“Giocare insieme” significa condividere; è un rito sacro, il gioco, molto simile all’eucaristia: l’ostia è la fantasia, perché è proprio essa lo strumento che mette in contatto l’io con il suo compagno di gioco. Il gioco è sacro giacchè, pur essendo gioco, prevede una deliziosa comunione di idee, pensieri, iniziative… giocando ognuno di noi si rende inconsciamente disponibile a plasmare e ad essere plasmato dalla fantasia, quella perla di meravigliosa irrazionalità che brilla, non vista, in ciascuno di noi…
comunione di spiriti, commistione di anime, ecco cosa significa per me “giocare insieme”.
La natura è un’ottima compagna di gioco, lo è dall’infanzia: chi di noi non ha gioito e fantasticato osservandone le peripezie, dal tenero fiocco di neve con cui essa ci accarezzava il viso nei gelidi pomeriggi di dicembre fino al tiepido venticello con cui ci scompigliava le selvagge chiome negli assolati meriggi d’agosto?.
Giocare però non significa soltanto addobbare con ghirlande di piacere l’altare delle voluttà che è edificato nella nostra anima, bensì giocare riecheggia ancor più la straordinaria e insaziabile capacità umana di abbandonare se stessa, la propria natura, al più totale e sfrenato spirito di creazione di idilli mentali che sazino il nostro inconscio e il nostro eterno bisogno di magia: ognuno deve giocare per vivere, perché la realtà si può accettare e migliorare solo dopo averla dipinta delle rosee prospettive della fantasia: mai arrendersi al pessimismo, al non-gioco dei sensi, all’idea che un mondo migliore di cui noi stessi siamo artefici non possa esistere…
Chi rinuncia al gioco rinuncia a creare, a dialogare con la propria irrazionalità, a interrogare i propri sensi…
Giocare con se stessi per poi giocare insieme porta ad intrecciare un’anima con l’altra, a fare di due spiriti creativi un improbabile tutt’uno, sempre nuovo perché sempre in fermento, il nostro spirito altro non è che un grande calderone ribollente di passioni, idee, istinti, percezioni e sensazioni, che, giocando, affiorano in superficie e per un attimo vincono la razionalità, la fedele e quotidiana compagna della ragione.
Anch’io, crescendo, ho partorito e nutrito un personalissimo modo di giocare, prima con me stessa, poi con gli altri: scrivere è per me innanzi tutto una sensazionale e appagante attività ludica.
Quando metto per iscritto un pensiero, io gioco con le parole, col mondo, con l’irrazionalità della mia fantasia e con la lucidità della mia mente: gioco con me stessa, certo, ma nel frattempo instauro anche un gioco con le altre persone perché scrivendo io spero sempre che il destinatario della mia creatura letteraria raccolga quel brandello della mia anima che io cucio nero su bianco…
“Giocare insieme” , dunque, per me è sinonimo di “scrivere a…”: la mia timidezza, il mio orgoglio, la mia indole introversa, mi hanno sempre portato a preferire questa sorta di gioco statico in cui si instaura una sorta di comunione umana, di eucaristia di parole…
Anche ora sto inconsciamente giocando… ho lasciato che Zefiro, vento ispiratore di idee, riempisse il mio spirito di magia e di poesia, facendomi sentire viva!
Ecco, scrivendo, posso dire di aver “giocato insieme”…
Insieme alla fantasia,
insieme alla natura,
insieme alle parole
e, soprattutto, insieme alla vita…

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Giugno 2010 11:55
 

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